Echinaster sepositus

Stelle Marine

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Haeckel Asteridea

 

Ogni tre ami

c’è una stella marina

amo per amo

c’è una stella che trema

ogni tre lacrime

batte la campana. (Fabrizio De André)

 

LE STELLE MARINE

Le Stelle Marine sono degli Echinodermi ovvero appartengono al Phylum di invertebrati con piastre esterne calcaree, sono quindi parenti del riccio e del cetriolo di mare. Di solito hanno 5 braccia ma spesso se ne trovano con sei o più fino ad arrivare al Labidiaster annulatus (foto) che ne può possedere più di 50.

Labidiaster annulatus

Dal punto di vista anatomico si tratta di animali che presentano la zona orale, aborale e anale al centro del corpo, da qui partono i canali acquiferi che seguono l’andamento delle braccia. I canali si prestano a varie funzioni: escrezione, osmoregolazione e deambulazione, infatti per chi non avesse mai visto una stella marina muoversi sui fondali è necessario sapere che la parte a contatto con le rocce o la sabbia è munita di pedicelli che attraverso la movimentazione dell’acqua all’interno del corpo permettono il movimento (video).

Le possenti braccia servono anche per aprire i gusci delle conchiglie, mentre per le prede più grandi la stella marina preferisce una “digestione esterna”, grazie all’estroflessione dello stomaco. Altra funzione delle appendici è quella riproduttiva: nel loro complesso ciclo riproduttivo è compresa sia una riproduzione sessuata nella quale i gameti dei due sessi vengono rilasciati in acqua, sia una riproduzione asessuata nella quale il corpo dell’animale si divide a metà dando origine a 2 nuovi individui.

La capacità di rigenerare nuovi arti torna utile anche come mezzo di difesa: nel caso un predatore afferrasse un arto alla stella marina conviene sacrificarlo per poi farne ricrescere uno nuovo una volta al sicuro. Altri metodi di difesa comprendono le dure placche calcaree del corpo che in alcune specie si sono evolute in spine; la saponina presente negli strati superficiali dell’animale che conferisce un sapore disgustoso; la presenza di tossine indicata anche da colori vivaci. Nonostante queste premesse alcune popolazioni in Indonesia hanno trovato il modo per cibarsene, naturalmente dopo una lunga lavorazione.

Le varietà più colorate si trovano nei mari tropicali, le più curiose comunque si trovano in varie latitudini, a partire dalla sopra citata Labidiaster annulatus che si trova nella zona dell’Antartico, la Patiriella parvivipara invece è la stella marina più piccola e si trova al largo delle coste meridionali dell’Australia, di solito non supera i 5 millimetri di diametro;  la Acanthaster planci comunemente nota come stella corona di spine, è tipica delle regioni subtropicali e presenta spine velenose e appariscenti (foto). Astropecten articulatus è il nome scientifico della stella marina reale (foto), altra affascinante specie dai colori sgargianti, si trova nei Caraibi e ha l’abitudine di mangiare i bivalvi interi per poi sputarne le conchiglie.

Crown of thorns starfishAstropecten articulatus

Per quanto riguarda i nostri mari le specie più presenti o curiose sono:

La stella pettine: la si può notare sulla sabbia e tra le posidonie oltre i 10 metri di profondità. Le quattro specie più comuni sono in ordine di grandezza Astropecten aranciacus, Astropecten bispinosus, Astropecten spinulosus e Astropecten jonstoni. Hanno diversi colori tendenti comunque all’arancio e al bruno (foto).

Astropecten aranciacus, Astropecten bispinosus, Astropecten spinulosus e Astropecten jonstoni

La stella marina rossa: Echinaster sepositus, è molto comune nel Mediterraneo nelle zone caratterizzate dalle praterie di posidonie.

Echinaster sepositus

La stella serpente: Ophidiaster ophidianus, con le caratteristiche braccia tubolari si presenta solitamente con colori dal rosso all’arancione e più raramente viola.

La stella pentagono: Peltaster placenta, è una piccola stella dalla forma tozza, l’unica che dal Mediterraneo sta cercando di colonizzare il Mar Rosso.

Esistono varie versioni di una storia che ha come protagonista un bambino e le stella marine, riallacciandomi a ciò che ogni persona potrebbe fare per la cura e la protezione del nostro Pianeta e dei suoi Mari di seguito ve ne allego una sperando vi possa accompagnare come le stelle accompagnano i marinai sia in cielo che in mare.

Una tempesta terribile si abbatté sul mare. Lame affilate di vento gelido trafissero l’acqua e la sollevarono in ondate gigantesche che si abbatterono sulla spiaggia come colpi di maglio. Ogni sferzata arò il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo, i crostacei e i piccoli molluschi, a decine di metri dal bordo del mare.

Quando la tempesta passò, rapida come era arrivata, l’acqua si placò e si ritirò. La spiaggia si presentò come una distesa di fango in cui si contorcevano nell’agonia migliaia e migliaia di stelle marine. Erano così tante che la spiaggia sembrava aver cambiato colore. Il fenomeno richiamò molta gente da tutte le parti della costa. Arrivarono anche troupe televisive per filmare i risultati dell’eccezionale fenomeno.

Le stelle marine erano quasi immobili. Stavano morendo.

Tra la gente, tenuto per mano dal papà, c’era anche un bambino che fissava con gli occhi pieni di tristezza le piccole stelle di mare. Tutti stavano a guardare e nessuno faceva niente.

All’improvviso il bambino lasciò la mano del papà, si tolse le scarpe e le calze, poi corse sulla spiaggia.

Si chinò, raccolse con le piccole mani tre piccole stelle del mare e, sempre correndo, le portò nell’acqua. Poi tornò indietro e ripeté l’operazione.

Dalla balaustra di cemento, un uomo lo chiamò:

– “Ma che fai ragazzino?

– “Ributto in mare le stelle marine! Altrimenti muoiono tutte sulla spiaggia!” – rispose il bambino senza smettere di correre.

– “Ma ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia: non puoi certo salvarle tutte. Sono troppe!” – gridò l’uomo – “Questo sta succedendo su centinaia di altre spiagge lungo la costa! Piccolo, non puoi cambiare le cose!

Il bambino sorrise, si chinò a raccogliere un’altra stella di mare e rimettendola in acqua rispose:

– “Ho cambiato le cose per questa qui!

L’uomo rimase un attimo in silenzio, poi si tolse scarpe e calze e scese in spiaggia per aiutare il bambino. Cominciò anch’egli a raccogliere stelle marine e a buttarle in acqua. Un istante dopo scesero due ragazze: così si trovarono in quattro a buttare stelle marine nell’acqua. Qualche minuto dopo erano in cinquanta, poi cento, duecento, migliaia di persone che, lungo tutta la costa, rimettevano le stelle marine nell’acqua del mare.

Morale: per cambiare il mondo serve l’aiuto di tutti, ma basterebbe che qualcuno, anche piccolo, avesse il coraggio di iniziare.

(Fonte: https://aforismi.meglio.it/storia.htm?id=13590)

 

Dominio

Eukaryota

Regno

Animalia

Sottoregno

Eumetazoa

Ramo

Bilateria

Superphylum

Deuterostomia

Phylum

Echinodermata

Subphylum

Eleutherozoa

Superclasse

Asterozoa

Classe

Asteroidea

 

Autore: Michaela Mandelli

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