Quanto inquinano i mozziconi di sigaretta?

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Mentre governi e grandi aziende di tutto il mondo si impegnano a ridurre l’uso della plastica nella nostra vita quotidiana (mettendo al bando i prodotti monouso, imballaggi e sacchetti di plastica), il problema dei mozziconi di sigaretta non viene altrettanto preso in considerazione.

L’inquinamento creato dalle cicche di sigaretta (gettate via da oltre 1,5 miliardi di fumatori nel mondo) è tutt’altro che trascurabile. Secondo un nuovo report pubblicato da NBC News (agosto 2018) il più grande agente contaminatore di mari e oceani al mondo non è quella plastica contro cui gli ambientalisti stanno combattendo strenuamente, ma i mozziconi di sigaretta.

Le cicche delle sigarette sono realizzate in acetato di cellulosa, sostanza difficilmente biodegradabile, persistente, quindi causa e fonte di molti problemi ambientali. Inoltre, accendere una sigaretta significa immettere in ambiente più di 4000 sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena. Una parte di queste sostanze chimiche resta nel filtro/cicca e va a contaminare quella parte di sigaretta non fumata. Nelle cicche, quindi, è possibile trovare moltissimi inquinanti.

Un recente studio ENEA – AUSL di Bologna mette proprio in evidenza il potenziale nocivo delle cicche di sigarette. Il lavoro valuta il carico inquinante delle cicche di sigaretta sul territorio italiano, argomento sul quale esiste un vuoto culturale e normativo. Sebbene il carico nocivo di ogni cicca sia basso (dell’ordine di milligrammi), il fattore che  amplifica il problema è l’elevato numero di cicche prodotte.
Lo studio si basa su: il numero di fumatori (13 milioni), il numero medio di sigarette fumate da ciascuno (15 sigarette al giorno), i quantitativi di alcuni agenti chimici presenti in ogni cicca e il numero complessivo di cicche immesse in ambiente ogni anno (72 miliardi di cicche/anno). Tali stime mostrano dati tutt’altro che rassicuranti. Più di 300 tonnellate di nicotina, 1500 tonnellate di catrame e condensato, 12200 tonnellate di acetato di cellulosa e molti altri inquinanti vengono riversati in ambiente dal semplice rilascio di cicche di sigaretta. Da questi studi emerge la necessità di classificare le cicche come un rifiuto tossico per l’ambiente e trattarle come tale.

Secondo i dati raccolti dal Cigarette Butt Pollution Project, circa due terzi dei filtri prodotti ogni anno vengono gettati via in modo irresponsabile. Talvolta le persone buttano i mozziconi direttamente sulle spiagge ma, più spesso, questi ci arrivano dopo essere stati gettati nei tombini, o trasportati da fiumi e flussi d’acqua di tutto il mondo per poi finire in mare.

Negli ultimi decenni, le compagnie che producono sigarette hanno preso in considerazione di cominciare a produrre filtri biodegradabili o sensibilizzare le masse per convincerle a usare posacenere portabili che aiutassero a riciclare i mozziconi, ma siamo ancora lontani da queste soluzioni. Il report di NBC mostra infatti che, di tanto in tanto, le grandi case produttrici di tabacco hanno provato a ripulire l’ambiente dai mozziconi, ma si sono scontrati con un problema: gran parte dei fumatori non sanno che i filtri non sono tanto inquinanti e preferiscono, semplicemente, gettarle a terra.

Diversi i focus group organizzati negli USA che hanno registrato una serie di scuse comuni usate dai fumatori per evitare di riciclare adeguatamente i propri mozziconi o almeno lasciarli nei portacenere. C’è chi ha detto che pensava che i mozziconi fossero fatti di cotone e quindi biodegradabili, altri hanno invece affermato di dover schiacciare a terra il mozzicone con il piede per evitare che la sigaretta potesse rimanere accesa e causare un incendio. In generale, i ricercatori hanno notato che gettare a terra i mozziconi è soltanto “una naturale estensione del rituale di ribellione e sfida che è fumare”.

Nel frattempo, però, i nostri mari continuano a essere inesorabilmente inquinati da moltissimi oggetti di uso comune, comprese le cicche di sigaretta.

I Comuni delle coste italiane da anni lottano contro il fumo e l’inciviltà di quanti utilizzano la spiaggia come una discarica. Ogni anno le amministrazioni comunali, facendo tesoro dell’esperienza balneare dell’anno precedente, emettono ordinanze e regolamenti, per punire gli indisciplinati.

 

Ricordiamo che la legge n. 221/2015 (cosiddetto Collegato Ambientale) vieta infatti di abbandonare i mozziconi dei prodotti da fumo sul terreno, nelle acque e negli scarichi e per chi viola tale disposizione è prevista una sanzione amministrativa minima di 60 euro e massima di 300 euro, pari al doppio di quella stabilita in caso di abbandono di rifiuti di piccole dimensioni.

L’art. 40 della legge n. 221/2015 prevede in ogni caso che è compito dei Comuni “installare nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale appositi raccoglitori per la raccolta dei mozziconi dei prodotti da fumo”.

 

BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA

 

Lombaedi C. C., Di Cicco G., Zagà V. L’impatto ambientale delle cicche di sigarette. Energia, Ambiente e Innovazione n.4/2010 (articolo di riferimento che vivamente consigliamo a chi volesse approfondire l’argomento)

 

http://www.plef.org/mozziconi-di-sigaretta-rifiuti-tossici-per-lambiente-e-la-salute/

 

https://www.nbcnews.com/news/us-news/plastic-straw-ban-cigarette-butts-are-single-greatest-source-ocean-n903661

 

https://www.cigwaste.org/

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