Quando l’acqua si tinge di rosso

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Per alcune settimane, tra la scorsa metà di febbraio e l’inizio di marzo, un particolare fenomeno si è presentato nelle acque del Nord Adriatico: l’acqua di alcuni canali di alcune foci ha assunto un colore rosso lattiginoso.

 

 

Vista l’incombente preoccupazione per l’arrivo del coronavirus nel nostro paese, il fenomeno delle acque rosse ha incuriosito o preoccupato un limitato numero di persone passando in sordina tra i titoli dei mezzi di comunicazione. La domanda più frequente, oltre a chiedere il motivo dell’insolito colore dell’acqua, è stata: “sarà pericoloso?” Risposta: No. Le analisi hanno confermato la presenza della Miryonecta rubra: un ciliato che, come dice il suo nome, manifesta la sua presenza proprio colorando le acque di rosso.

Facciamo un passo alla volta.

I ciliati sono protisti evoluti (i protisti appartengono ad un regno fatto da organismi che non consideriamo né animali, né piante né funghi) che in generale vivono dove c’è acqua, quindi nei mari (plankton), nei fiumi, ma anche sulla terraferma dove l’umidità, ad esempio quella delle piante, permette la loro proliferazione. La caratteristica principale dei ciliati, da cui il nome, è la presenza di ciglia che tramite il loro battito permettono il movimento di questi esseri microscopici. La forma del loro corpo è variabilissima e spazia da forme tonde a nastriformi, inoltre di solito si tratta di esseri solitari con poche eccezioni coloniali.

Stampa zoologica dei Ciliati https://www.wikiwand.com/id/Ciliata

 

La Miryonecta rubra, conosciuta anche con il nome di Mesodinium rubrum, è il ciliato delle acque rosse e anche se ci provoca sorpresa è una specie molto comune e conosciuta fino dagli inizi del secolo scorso. I ciliati normalmente si cibano di materiale organico che trovano nell’ambiente invece Miryonecta rubra fa eccezione: infatti vive in simbiosi con varie tipologie di alghe che grazie alla fotosintesi provvedono al suo sostentamento. In pratica il ciliato mangia l’alga ma piuttosto che digerirla la tiene con se per autoprodursi il cibo.

 

 

La presenza di una altissima densità di ciliati aggregati ci permette di vedere le acque tinte di rosso, colore che deriva sia dal colore del corpo della M. rubra stessa, sia dal pigmento delle alghe con cui essa vive in simbiosi: la ficoeritrina. Questo pigmento in particolare serve ad assorbire la luce nel processo che attraverso la sintesi porterà alla creazione di sostanze organiche per il nutrimento.

La maree rosse si manifestano in tutto il globo specialmente a livello delle acque salmastre ma si possono osservare anche in alto mare, le fioriture di natura assolutamente non tossica sono segnalate alle latitudini più varie.

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