I venti

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Un bel mattino di sole, il mare piatto… perfetto per il nuovo gonfiabile gigante a forma di fenicottero rosachepiùrosanonsipuò.

Un bel mattino di sole, il mare piatto… il pianto di una bimba che ha visto il suo nuovo gonfiabile gigante a forma di fenicottero rosachepiùrosanonsipuò prendere il largo… eh, il garbino!

La vita al mare è scandita da tante cose tra le le altre il sole, la luna e le maree, le onde e i venti.

Ma cosa è il vento?

Esistono 4 tipi di venti:

  1. Venti costanti: soffiano sempre nella stessa direzione e sono
  1. Venti periodici: invertono il loro senso in modo periodico, a seconda delle stagioni o dei periodi del giorno, quindi nel primo caso un esempio sono i monsoni e nel secondo sono le brezze.
  2. Venti anabatici/catabatici: che rispettivamente salgono o scendono un pendio, ad esempio il Föhn.
  3. Venti locali: legati a cicloni ed anticicloni delle zone temperate.

I venti venivano già utilizzati per la navigazione ai tempi di Omero, quando le condizioni non permettevano di ricercare i punti di riferimento nella posizione del sole e delle stelle. I marinai avevano preso spunto dai popoli dell’entroterra che avevano intuito l’importanza della conoscenza dei venti per prevedere il tempo e definire le direzioni dei loro viaggi migratori. I greci all’inizio riconobbero i venti da Nord e quelli da Sud per poi arricchire la lista fino ad arrivare a otto mentre Aristotele arrivò a dodici.

Ma è con le Repubbliche marinare che si consolida il legame tra i venti e la marineria attraverso la divulgazione della Rosa dei Venti. La più antica immagine della Rosa dei Venti (immagine) venne realizzata da Abraham Cresques nel 1375 sull’Atlante catalano.

All’epoca Venezia era la più importante delle Repubbliche marinare e la Rosa dei Venti venne posizionata sull’isola di Zante. Nelle prime rappresentazioni cartografiche invece la vedevano collocata al centro del Mar Ionio, vicino a Malta, e questo ancora oggi è il riferimento per indicare la direzione da cui i venti provengono e con essi la provenienza delle navi visto che anticamente erano prevalentemente spinte  dai venti stessi.  Da questa collocazione risalgono i nomi dei venti, qui riporteremo gli otto principali con le loro caratterisiche.

TRAMONTANA: vento freddo proveniente da nord. Varie le ipotesi dell’origine del nome che hanno però in comune la provenienza “dai monti”, che siano essi liguri o albanesi. Il cielo può essere sereno o nuvoloso. Esiste un detto “perdere la tramontana”  che significa, perdere la bussola o perdere il controllo e fa riferimento alla direzione della tramontana come punto di riferimento.

GRECALE: proviene da nord-est e quindi dalla Grecia secondo la Rosa dei Venti. Si tratta di un vento intenso e freddo durante l’inverno mentre nella stagione estiva presenta le caratteristiche di una brezza. A volte confuso con la Bora, vento che spira daest-nord-est  con raffiche discontinue particolarmente famosa nella zona di Trieste dove può raggiungere i 40 m/s di velocità.

LEVANTE: soffia da est, fresco e umido porta precipitazioni. Il suo nome deriva dal punto cardinale da cui proviene.

SCIROCCO: vento caldo portatore di piogge, soffia da sud-est. Il suo nome deriva da shurhug, parola araba che vuol dire “vento di mezzogiorno”. Nelle zone del Mediterraneo provoca tempeste e piogge di sabbia proveniente dal Sahara.

OSTRO O MEZZOGIORNO: per il latini era il vento australe, ovvero il vento che spira da sud. Richiama aria calda da sud ed ha quindi caratteristiche di un vento caldo e umido che porta precipitazioni. Un altro nome dell’ostro è “noto” che nella mitologia greca era un anziano ricoperto di acqua talmente alto da superare le nuvole.

LIBECCIO: proviene da sud-ovest e sulla costa Adriatica viene chiamato anche Garbino ed è conosciuto come il vento caldo più pericoloso in quanto si manifesta attraverso raffiche imprevedibili che portano i natanti verso il largo. Le raffiche favoriscono inoltre il propagarsi di incendi durante i periodi estivi. Il termine Libeccio potrebbe derivare dal greco che si riferisce alla Libia o dall’arabo che lo descrive come portatore di pioggia.

PONENTE: spira da ovest e prende il nome dalla direzione da cui soffia. In generale indica bel tempo o la fine di una perturbazione. Come tutti i venti ha caratteristiche relative al luogo: sulla costa tirrenica è quindi un vento di mare mentre per la costa adriatica è conosciuto come vento di terra e quindi più secco.

MAESTRALE: Roma Magistra Mundi è una delle opzioni da cui deriverebbe il nome di questo vento proveniente da nord-ovest. Si tratta di uno dei venti più intensi che portano raffiche di aria fredda e mereggiate.

L’avvento della bussola attorno al XIII secolo ha spodestato l’importanza dei venti come mozzo di orientamento nel mondo della navigazione, ma la conoscenza dei venti rimane il metodo più diretto e semplice che i popoli del mare amano utilizzare, il metodo è semplice: basta prendere una manciata di sabbia asciutta, alzarsi in piedi e osservarne la direzione mentre delicatamente la si lascia cadere tra le dita.

In questo caso la Tramontana (il vento che viene da oltre i monti, in latino Ultramontes) proviene dai monti della vicina Albania e la via maestra che dà il nome al Maestrale indicava la via per Venezia, la repubblica marinara egemone in quella regione. Questo spiegherebbe anche l’origine del nome Scirocco, inteso come vento proveniente dalla Siria, in quanto per giungere a Zante dalla Siria le navi arrivavano da Sud-Est, cosa che a Malta accadeva solo se queste facevano il giro lungo (tenendosi vicino alla costa africana). Altre versioni riportano che il Maestrale prende il nome dal Mistral, vento predominante del sud della Francia che si affaccia nel Mediterraneo.

  1. I nomi dei venti che ancora oggi utilizziamo derivano dal fatto che nelle prime rappresentazioni cartografiche la rosa dei venti veniva raffigurata al centro del Mar Ionio oppure vicino all’isola di Malta. Questo divenne pertanto sia il punto di riferimento per indicare la direzione di provenienza del vento, sia delle navi (che anticamente erano spinte solo dai venti portanti).
  2. Infine il nome Ostro, che indica il vento proveniente da sud, deriva dal latino Auster (vento australe).

Autrice: Micaela Mandelli

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