Mare Adriatico

I MARI ITALIANI: LA LAGUNA DELL’ALTO ADRIATICO

In News by Apnea Evolution

In un viaggio lungo lo stivale costeggiando l’Adriatico ci si trova di fronte a scenari talmente diversi che si fatica a pensare che si tratti dello stesso mare.

L’ Alto Adriatico bagna il nord-est dell’Italia, la Slovenia e la Croazia, indicativamente il limite a sud si traccia con una linea che va dal Monte Conero al Canale di Zara. All’estremo nord è caratterizzato da due grandi insenature: il Golfo di Venezia ed il Golfo di Trieste. I fondali nella parte superiore degradano fino a circa 70 metri, mentre nella zona centrale superano i 250 metri.

La costa sul versante italiano è poco profonda e sabbiosa con la presenza di estuari e ambienti lagunari, estremamente vari e ricchi di risorse grazie alle quali le popolazioni costiere sono cresciute sia attraverso il turismo che attraverso la pesca. L’Alto Adriatico ospita nelle sue acque specie molto varie di molluschi, cetacei, pesci e alghe.

I MOLLUSCHI DELL’ALTO ADRIATICO

In estate, ogni mattina, un verace signore romagnolo si sveglia prima dell’alba con un obiettivo ben preciso: raccogliere le pavarazze (foto) per gli spaghetti. Le spiagge romagnole infatti prima dell’arrivo dei turisti accolgono dei visitatori mattinieri che, muniti di pazienza raccolgono i frutti che i fondali bassi e sabbiosi donano in quantità. La pavarazza è il nome dialettale della Chamalea gallina, comunemente conosciuta come vongola o lupino, si possono trovare anche molto vicino alla riva dove ben nascosti si trovano anche i cannolicchi (foto), molluschi pregiati dalla forma allungata, e qualche vongola verace. In fondali più profondi, sempre caratteristici dell’Alto Adriatico si trovano i fasolari (foto), Callista chione, dalla caratteristica conchiglia lucida bruno-rosata, prediligono proprio le acque delle lagune.

I PESCI DELL’ALTO ADRIATICO

Concentrandoci prevalentemente sugli ambienti lagunari le specie residenti nell’Alto Adriatico comprendono cavallucci, ghiozzetti, cefali, pesci ago e anguille (foto). Queste ultime in particolare, trovano nelle valli di Comacchio l’ambiente ideale per accrescersi e prepararsi prima della partenza verso il mare dei Sargassi dove migrano per la riproduzione. Il Ghiozzetto di laguna (foto) Knipowitschia panizzae invece vive stabilmente qui. Le femmine sono riconoscibili per la pancia gialla (in primavera e estate), mentre i maschi usano delle conchiglie rovesciate come nido per permettere alla femmina di deporvi le uova e rimangono a prendersene cura mentre le femmine proseguono e depositano uova in altri nidi.

LE ALGHE DELL’ALTO ADRIATICO

Il bacino dell’Alto Adriatico è caratterizzato dall’apporto delle acque dei fiumi che vi sfociano e che portano sedimenti e nutrienti. Si assiste così al fenomeno dell’eutrofizzazione, ovvero all’aumento di azoto e fosforo derivanti da attività umane che porta all’incremento della concentrazione di microalghe con un impatto negativo su tutto l’ecosistema. Grazie ad interventi di depurazione e gestione delle risorse agricole, negli ultimi anni si è notata una diminuzione del fenomeno.

I MAMMIFERI TARTARUGHE, SQUALI E RAZZE DELL’ALTO ADRIATICO

Nel corso degli anni sono nati centri per la protezione ed il recupero di cetacei e tartarughe in tutto il Mediterraneo. Il pronto intervento permette di soccorrere gli animali in difficoltà, mentre lo studio e la divulgazione permettono il diffondersi di una cultura volta alla protezione del mare e dei suoi abitanti.
Il Polo Adriatico ad esempio mette a disposizione del materiale informativo sulla biodiversità dell’Alto Adriatico che si può visionare al link: http://www.poloadriatico.it/biodiversita/
Le specie di cetacei presenti sono molte grazie alla rinomata presenza di pesci, quindi di cibo, nonostante i fondali siano poco profondi: Tursiopi, Grampi, Delfini e Stenelle, fino ad arrivare a Capodogli e Balenottere comuni. Per quanto riguarda le tartarughe le specie segnalate sono: la Tartaruga comune, quella verde e la Tartaruga liuto. Gli squali sono presenti, alcuni sono più comuni come il Gattuccio, altri sono difficili da incontrare come lo Squalo elefante, altri invece rari come il grande Squalo bianco. Per quanto riguarda le razze, una presenza sempre curiosa è quella delle femmine di Trigone viola vicino alla battigia nel periodo estivo quando questi animali si avvicinano per partorire i piccoli.

Naturalmente non è finita qui, anche se il suo bacino è ristretto e fortemente influenzato dall’acqua dolce, anzi proprio per questi motivi, l’Alto Adriatico regala una biodiversità peculiare e accessibile che come sempre nel Mediterraneo si mescola con la storia e con la cultura del suo popolo.

Autrice: Michaela Mandelli